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NERO LUCANO

NERO LUCANO

Piera Carlomagno Sono nata in Basilicata e Nero Lucano mi è piaciuto tanto. Mi è piaciuto il giallo in sé e mi è piaciuto come è stato raccontato il nero della mia terra. Raccontare la Basilicata non è facile, anzi per meglio dire, capire la…

CIALEDDA CALDA MATERANA di NERO LUCANO

CIALEDDA CALDA MATERANA di NERO LUCANO

Amore a primo assaggio. Scalda il cuore e il corpo. Confortevole e appetitosa, un piatto eccezionale per le fredde serate invernali . CUCINIAMO INGREDIENTI per 2 persone 1 kg di cime di rapa 6 pomodorini 10 olive varietà leccino olio extravergine d’oliva 1 spicchi d’aglio…

L’ALLIEVA

L’ALLIEVA

Alessia Gazzola

Come dice la stessa autrice è un libro che tiene buona compagnia e ti aiuta a decomprimere…e in questo periodo è in assoluto quello che mi serve. Il ritorno a lavoro dopo le vacanze invernali è stato faticoso e pieno di stati di angoscia. Il virus che non ci dà tregua; i colleghi che si ammalano e il lavoro che si moltiplica; io che provo a schivare il Covid facendo acrobazie alla Comaneci.

Mi sento più stanca adesso che quando l’emergenza era più pericolosa, cucino poco, bevo tisane e mi rifugio tra le coperte e le righe della Gazzola, chiudendo quella porta immaginaria nella mia testa per tenere tutto il resto fuori.

E’ superfluo dire che Alice è la protagonista, una specializzanda in Medicina legale alle prime armi.

In questo primo volume Alice incontra in un negozio una ragazza con cui scambia qualche parola; capita di sorridere a qualcuno, scambiare una battuta e portarsi dietro una bella sensazione; la stessa sera Alice è costretta ad analizzare il suo cadavere per definire ora e cause della morte.  Da qui parte la sua indagine personale per dare un nome e un volto all’assassino di Giulia. Conduce questa sua “battaglia” con incoscienza, emotività, impeto mettendosi più volte nei pasticci ma la sua empatia e la sua caparbietà la porteranno alla risposta finale.

Conosco già il caso che Alice sta affrontando, ho visto il telefilm tempo fa, ma poco importa, anzi è quasi meglio. Scuoto la testa quando si mette nei pasticci, sorrido quando leggo delle sue vicende amorose e delle chiacchiere con le sue amiche e… decomprimo, respiro, bevo una tisana e mi addormento.

“L’allieva” sul comodino è il libro giusto in questo periodo, è veramente il libro giusto.

Quello che ci abbino è una camomilla… non credo che serva la ricetta.

REGINA ROSSA

REGINA ROSSA

Juan Gomez-Jurado Una donna super intelligente, un agente bonaccione e sfortunato, un programma segreto e un’indagine difficile da gestire. Antonia Scott ha un’intelligenza fuori dal comune, su cui il programma segreto REGINA ROSSA ha più volte contato per risolvere i casi più difficili della Spagna.…

LA TORTILLA DI REGINA ROSSA

LA TORTILLA DI REGINA ROSSA

Ci sono milioni di versioni della Tortilla di patate, questa è quella di Jon e devo dire che ne vale la pena, le quantità sono le sue, io sarei un po’ più cauta. Provatela! CUCINIAMO INGREDIENTI per 2 persone una retina di patate (da indicazione…

I LEONI DI SICILIA

I LEONI DI SICILIA

Stefania Auci

Leggo i Leoni di Sicilia, quando ormai tutt* hanno già disertato a sufficienza anche sull’Inverno dei Leoni…ma io ho questi tempi qui.

La storia dei Florio è veramente affascinante, si potrebbe dire che sono stati dei capitalisti ante litteram. Dalla Calabria si trasferiscono a Palermo, cominciano con l’importare e commerciare spezie e piano piano attraverso gli sforzi, la fatica e la lungimiranza diventano proprietari di un impero.

Invisi alla classe aristocratica di Palermo, si fanno strada e diventano determinanti per le sorti della città e dell’isola, da un punto di vista economico e politico.

Stefania Auci racconta la storia e i protagonisti molto bene. Ignazio, lo zio Ignazio, è in assoluto entrato nel mio cuore. La giusta dose di umanità e umiltà, capacità negli affari e capacità di lettura del contesto e delle singole predisposizioni umane sono le cose che me lo hanno fatto preferire.

La mostra di HERBERST LIST esposta a Bologna durante la biennale di fotografia FOTO INDUSTRIA, promossa dal MAST, non poteva che essere più calzante durante questa mia lettura.

Herbert List nel 1951 si reca a Favignana, nella tonnara di proprietà dei Florio e fotografa la mattanza dei tonni, la stessa tonnara raccontata dall’Auci. Le foto sono incantevoli e colgono bene la forza che serve per tirare su queste enormi creature del mare. Sembra quasi un racconto epico. Le foto raccontano il lavoro che impiega la popolazione dell’intera isola, i pescatori che escono per la pesca, “i macellai che aspettano al porto i pesci da fare a pezzi” (parole di List), le donne che inscatolano il pesce nelle latte, dopo averlo cotto…

Questo pezzo di terra ha sempre vissuto di pesca dei tonni, ma con l’arrivo di Florio le cose cambiano.

Cosa fanno i Florio? Fanno si che il lavoro che precedentemente impegnava solo una parte della popolazione e solo per una parte dell’anno diventa un lavoro per tutti e per tutto l’anno. Arrivano a creare una piccola “azienda” per la produzione delle latte fatte a mano, e addirittura un asilo all’interno dello stabilimento (è ancora leggenda in tantissime realtà attuali).

Insomma sono lungimiranti e lo dimostrano in tantissime altri ambiti, la produzione del marsala, il commercio di stoffe e seta.

I Leoni di Sicilia ti fanno affezionare a questa famiglia, ti fanno comprendere bene la caparbietà che li contraddistingue e le difficoltà che hanno dovuto affrontare. Ovviamente il contesto fa la differenza, la descrizione di una Palermo brulicante di persone, odori, puzze, dialetti, luce e sole rende il racconto ancora più bello. E mi fa venire la voglia di tornare a Palermo. Visitare i palazzi bellissimi, scaldarmi al sole, mangiare per strada, ascoltare la musicalità di questa lingua.

L’autrice, attraverso la storia della famiglia, riesce a raccontare il contesto politico e storico della Sicilia e della non ancora unita Italia dagli anni 1799 al 1868. Ho apprezzato questo libro, ma dopo 430 pagine farò una pausa prima di leggere L’Inverno dei Leoni, non vorrei farne indigestione.

Oggi pensando al libro di Auci e alla mostra di List non posso che mangiare del tonno in scatola.

Vai alla ricetta.

LA PASTA AL TONNO DI I LEONI DI SICILIA

LA PASTA AL TONNO DI I LEONI DI SICILIA

Facilissima, da fare senza pesare nulla CUCINIAMO INGREDIENTI PER 2 PERSONE 200 g di pasta 2 scatolette medie di tonno 1 cipolla capperi sotto sale 1 alice sale pomodorini secchi PREPARAZIONE 1- Fate cuocere della pasta corta in abbondante acqua salata. 2- Nel frattempo, in…

UN TE’ A CHAVERTON HOUSE

UN TE’ A CHAVERTON HOUSE

Alessia Gazzola Io avrei gridato di felicità se avessi ricevuto, dalle fate, il talento infallibile per i lievitati. Angelica, la protagonista di questo libro, alla nascita ha ricevuto proprio questo dono, insieme al buonumore e alla docilità di temperamento. Cresce in una famiglia iper perfettina,…

I CORNETTI di UN TE’ A CHAVERTON HOUSE

I CORNETTI di UN TE’ A CHAVERTON HOUSE

Una procedura lunghissima. Due consigli: preparateli d’inverno e munitevi di pazienza.

CUCINIAMO

INGREDIENTI per 22 cornetti:

  • 400 g di farina 00
  • 100 g di farina di manitoba
  • 250 g di acqua a temperatura ambiente
  • 50 g di panna fresca
  • 10 g di birra fresco
  • 60 g di zucchero
  • 12 g di sale
  • 300 g di burro di alta qualità

PER SPENNELLARE:

  • 1 tuorlo
  • latte intero q.b.

PREPARAZIONE

1- Inserite nella planetaria munita di gancio la farina 00, la farina manitoba, il lievito di birra fresco sbriciolato e l’acqua. Azionate la planetaria a velocità bassa e non appena si saranno amalgamati gli ingredienti aumentate a velocità media. In questa fase l’impasto dovrà risultare elastico e morbido: ci vorranno circa 5 minuti.

2- Arrestate poi la planetaria, versate la panna, il sale e lo zucchero. Azionate nuovamente la planetaria a velocità inizialmente bassa e poi media, lavorando il tutto per circa 8 minuti, fino a quando i bordi della ciotola della planetaria non saranno puliti e l’impasto si sarà incordato. Al termine, l’impasto dovrebbe risultare morbido ed elastico.

3- Trasferite l’impasto in una ciotola ampia e coprite con la pellicola . Lasciatelo lievitare in forno spento con luce accesa per circa 2 ore.

4- Una volta passato il tempo indicato, riprendete l’impasto, spolverizzate con pochissima farina e ribaltatelo sul piano di lavoro leggermente infarinato e spolverizzate anche l’altra parte. Procedete stendendo delicatamente l’impasto con il mattarello fino a realizzare un rettangolo di 45×25 cm. Prendete il panetto di burro, che dovrà essere plastico (assolutamente da evitare il burro morbido per dolci). Spolverizzate leggermente il piano di lavoro con della farina, spolverizzate anche il burro e stendetelo con il matterello, girandolo di tanto in tanto, per dare una forma squadrata di 25×25 cm con spessore di circa mezzo cm.

5- Adagiate il quadrato di burro al centro dell’impasto steso. Ripiegate verso il centro uno dei due lembi di impasto, poi fate la stessa operazione per l’altro lembo senza sovrapporre eccessivamente.

6- Prendete un vassoio, foderatelo con pellicola quindi adagiate l’impasto e ricopritelo con altra pellicola. Ponetelo in frigo per 15 minuti. Passati questi minuti, togliete la pellicola, spolverizzate leggermente il piano di lavoro e il panetto, ribaltatelo sul piano di lavoro, spolverizzate leggermente anche l’altra parte del panetto e stendetelo con il mattarello per il verso della lunghezza.

7- Adesso bisogna fare le pieghe. Portate un lembo di impasto ad un terzo del rettangolo e poi ricoprite con l’altro lembo. Avvolgete con la pellicola il panetto e riponete in frigo per 30 minuti. Dopodiché procederete allo stesso modo, stendendo il panetto sempre in direzione delle aperture e ripiegando i lembi come indicato in precedenza; una volta eseguita la seconda piega, potrete riporre il panetto in frigo avvolto con pellicola per 30 minuti. Passato questo tempo, potete procedere alla terza ed ultima piega con gli stessi passaggi precedenti. Questa volta però dovrete lasciare il panetto in frigorifero coperto con pellicola per almeno 2 ore.

8- Dopo questo tempo, riprendete l’impasto: spolverizzate leggermente il piano di lavoro, spolverizzate leggermente il panetto e procedete a stendere sempre per il verso delle aperture ad uno spessore di circa 2,5-3 mm. Dovrete ottenere un rettangolo di 40×60 cm; mentre lavorate per stenderlo di tanto in tanto infarinate leggermente e ribaltatelo.

9- Prendete un righello, dividete il rettangolo in due metà, per il senso della larghezza, in modo da ricavare due rettangoli di 20X60 cm. A questo punto, utilizzando una rondella taglia pasta, realizzate delle incisioni ogni 10 cm su uno dei due lati di ciascun rettangolo. Poi sull’altro lato del rettangolo segnate un punto ogni 5 cm, senza inciderlo; sarà la punta dei vostri cornetti.

10-  A questo punto intagliate la pasta formando dei triangoli tagliando dall’incisione della base (10 cm) all’incisione della punta (5cm ).

11- Iniziate a formare i vostri cornetti: prendete un triangolino di pasta, tenendo ferma la base con una mano allungatelo leggermente tirando la punta con delicatezza, praticate un’incisione al centro della base di circa 2-3 cm di lunghezza. A questo punto arrotolate su se stesso il croissant, tirando leggermente verso l’estremità e richiudendolo poi a mezza luna. Posizionate man a mano i croissant su una teglia foderata con carta forno, distanziandoli tra loro.

11- Lasciate lievitare i croissant in forno spento con luce accesa per un’ora e mezza.

12- Passato questo tempo, in una ciotolina sbattete i tuorli con il latte e spennellate i cornetti, in questo modo dopo la cottura risulteranno dorati e lucidi. Infornate in forno già caldo, ventilato, a 200° per circa 18 minuti. Controllateli spesso durante la cottura, senza mai aprire lo sportello del forno.

13- Una volta cotti, sfornate i vostri croissant e gustateli caldi con creme e marmellate.

Aiuto!!! è una ricetta difficile, come dicevo all’inizio munitevi di pazienza e comprate un panetto di burro di ottima qualità e non assolutamente il burro morbido per i dolci…potrebbe essere un disastro.

Comunque ho appurato che il dono dei lievitati a me non è toccato in sorte.

RAGAZZA, DONNA, ALTRO

RAGAZZA, DONNA, ALTRO

Bernardine Evaristo Tanta umanità, un sacco di vite, pochissima punteggiatura. Le protagoniste sono 12 donne, lesbiche ed etero, nere o di sangue misto, sono giovani ed anziane, hanno vite anticonvenzionali o estremamente nelle righe. Mettono in luce con estrema forza l’arabesque di colori e possibilità…