RAYUELA – IL GIOCO DEL MONDO

RAYUELA – IL GIOCO DEL MONDO

Julio Cortazar

Questo libro può essere letto in due modi, o nel nella modalità tradizione partendo dal primo capitolo e finendo al capitolo 56, “conseguentemente il lettore potrà prescindere senza rimorsi di coscienza da quel che segue”, questo scrive lo stesso Cortazar a Parigi nel 1962; oppure lo si può leggere cominciando dal capitolo 73 e seguendo l’ordine indicato a piè pagina di ogni capitolo.

Io l’ho letto seguendo la modalità classica, partendo dal capitolo 1 e finendo a pagina 362, dove tre evidenti asterischi equivalgono alla parola fine. L’ho letto ma non l’ho capito. E’ stata per me una lettura difficile, non scorrevole, piena zeppa di dissertazioni lunghissime sul jazz, la letteratura, l’arte che mi hanno allontanata dalla narrazione e mi hanno infastidita.

Non ho trovato la storia. Il personaggio principale cerca se stesso in tutte le pagine, si circonda di persone con le quali divide tempo, parole e caña, ma con le quali mantiene sempre una relazione insopportabile, di supponenza e aggressività palese o passiva. Vive a Parigi, poi si trasferisce a Buenos Aires, e per il resto non fa nulla di rilevante, se non provocare. Un personaggio insopportabile che non mi ha mai, mai, mai fatto empatizzare con lui, anzi l’ho detestato più volte.

Quindi ho perso il filo, ho odiato il protagonista, mi sono annoiata ma non l’ho abbandonato, sono arrivata fino al punto in cui Cortazar sostiene possa non avere rimorsi.

Forse l’altra modalità di lettura è più completa, le 241 pagine aggiuntive e i capitoli letti in ordine diverso arricchiranno la storia, caratterizzeranno meglio i personaggi, diluiranno le dissertazioni incomprensibili, ma io mi fermo qui per adesso. Il gioco de mondo non mi ha convinta, non l’ho capito.

Posso solo bere una caña e pensarci un po’.



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